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Ricerca

Le attività di ricerca di CREATE-NET ruotano attorno al paradigma della “infrastruttura digitale del futuro”. La recente generalizzazione delle tecnologie di virtualizzazione e la loro crescente adozione in tutti gli ambiti di elaborazione, archiviazione e networking stanno determinando un cambiamento radicale a livello infrastrutturale: qualsiasi dispositivo ICT sta diventando programmabile e definito via software. Qualsiasi utente risulta quindi nelle condizioni di adattare/adeguare il comportamento dell’infrastruttura a seconda delle proprie necessità e dei requisiti specifici dell’applicazione che intende eseguire sull’infrastruttura.

L’Internet “fisica” sta diventando un tool per fornire connettività ubiqua a tutti ed ad ogni cosa attraverso reti mobili ad elevata flessibilità, interconnettendo miliardi di oggetti (cose/persone/automobili…) a data center enormi attraverso reti di trasporto ad altissima velocità.

In altre parole, Internet sta diventando un servizio cloudificato dove le funzionalità di networking, processing, storage e sensing sono modulabili con un altissimo livello di flessibilità al fine di supportare adeguatamente qualsiasi tipo di applicazione, ovunque, sempre.  

In tale ambito, le prospettive di sviluppo più promettenti della disciplina di riferimento possono essere raggruppate in tre ambiti specifici che riflettono le tendenze più recenti nel settore:

●    la "softwarizzazione" delle infrastrutture ICT: negli ultimi anni il focus di buona parte delle attività di ricerca nel settore delle telecomunicazioni si è spostato dallo sviluppo di tecnologie ad altissime prestazione verso una maggiore flessibilità delle stesse in modo da essere programmate secondo le esigenze degli utenti finali. Le tecnologie di virtualizzazione, sviluppate inizialmente in contesto di server farm con obiettivi di consolidamento ed utilizzo efficace delle risorse di processing e storage disponibile, hanno influenzato anche altri settori quali le reti fisse e radio, le reti di sensori, etc. Introducendo un livello di astrazione dell'infrastruttura; il possessore dell’asset può non solo esporre diverse "viste" della stessa a diversi clienti, ma anche permettere loro di programmarne il comportamento in maniera sicura, ovvero garantendone l'isolamento rispetto ad altre istanze ospitate contemporaneamente sull'infrastruttura fisica. Tutto ciò abilita scenari innovativi non solo in termini di riduzione di CAPEX/OPEX ma anche in termini di nuovi margini di profitto in un settore ― quello dei grandi operatori di telecomunicazione fissa e mobile ma anche dei vendor di apparati ― in forte crisi da almeno un decennio a questa parte

●    "cloudification" delle risorse ICT e dei servizi: la disponibilità di data center in grado di gestire enormi moli di dati grazie ad una capacità di storage e processing pressoché illimitata ha cambiato il paradigma di fornitura dei servizi via Internet. Le cosiddette tecnologie di cloud computing permettono la fruizione di servizi sempre piú avanzati da terminali di qualsiasi natura (siano essi laptop, computer, tablet, smartphones) oltre ad abilitare una nuova scienza, quella dell'analisi dei dati (Big Data) tramite cui è possibile offrire ulteriori nuovi servizi ad imprese, pubbliche amministrazione e cittadini. Una recente tendenza in atto è quella di "portare" in cloud anche tutta una serie di funzionalità complementari alle infrastrutture di rete tradizionali, siano esse reti di trasporto o reti di accesso wireless o perfino reti di sensori a scopi IoT (Internet of Things). Tale integrazione tra reti e cloud rende le infrastrutture ICT non solo data-centriche ma anche datacenter-centriche, imponendo nuove necessità di ottimizzazione al fine di rendere sempre più ricca e immersiva la fruizione di servizi.

●    application-centricity: le due principali tendenze sopra descritte stanno trasformando velocemente le infrastrutture ICT al fine di renderle adattabili dinamicamente sulla base dei requisiti specifici dell'applicazione a cui devono dare supporto, sia esso di tipo comunicativo o di storage/processing. I requisiti di latenza per videoconferenze ad altissima definizione sono ben diversi da quelli richiesti in un applicazione “Machine to Machine” (M2M) di telemetria per uno scenario IoT relativo a del monitoraggio ambientale. Eppure per entrambe queste applicazioni l'infrastruttura deve poter adeguarsi dinamicamente così da rispondere agli specifici requisiti che esse avanzano. Inoltre, la disponibilità ormai onnipresente di smartphone e dispositivi portatili intelligenti dotati di una molteplicità di sensori rende tali apparati degli strumenti naturali per la comprensione dell’utilizzo della tecnologia e delle risorse di rete contestualmente all’avvenire delle attività e all’interno del contesto in cui un utente vive, lavora, si riposa, etc. L'elaborazione del comportamento degli utenti diventa quindi di fondamentale importanza in numerosi scenari applicativi: ad es. nel campo della salute, permette il monitoraggio fine delle eventuali terapie per un paziente; analogamente nel campo del trasporto sostenibile, puó incentivare comportamenti virtuosi che minimizzano il livello di CO2 prodotto in uno spostamento.

Al fine di realizzare gli obbiettivi di ricerca lungo queste assi d’indagine, le attività di R&D in CREATE-NET si strutturano attorno a 4 Aree di Ricerca:

  • DIStributed Computing and InfOrmation Processing (DISCO)

  • Future Networks (FuN)

  • Open Platforms and Enabling Technologies for the Internet of Things (OpenIoT)

  • Ubiquitous Technologies for Health (UbiHealth)